CREAZIONI - donna

Volete imparare a cucire? Fate una gonna a sirena.

Vorreste imparare a cucite e non sapete da dove partire?

Ascoltate i consigli della vecchia zia: cominciate da una gonna a sirena.

É facile e veloce da fare e vi darà soddisfazione immediata: cucita questa, la macchina non la mollerete più.

Fa un pò troppo wannabe influencer se dico che “di questa creazione mi hanno chiesto tutt*, anche quell* brav* a cucire”?

Vabbè, magari un filo ma è vero, eh! Comunque: il cartamodello viene da “Ultimate dress book” di Gertie ma non è altro che una banalissima gonna base dal fondo appena strettino, con due pinces dietro e due davanti, cerniera invisibile sul sedere e spacchetto.

Gertie l’aveva messa come “parte sotto” di un vestito ma… ecco, io non c’ho mica sempre in casa tutto. Nello specifico, per fare l’abito tutto intero mi mancavano una cerniera lunga e le stecche per il busto.

Però sapete quando vi piglia quella voglia di mhhhh…. qualcosa di nuovo e in casa c’avete neanche un cacchio di Ferrereo Rocher, che dovreste stare a dieta? Ecco, la gonna è nata così!

La costruzione

Straaaaaa semplice.

L’abito intero di cui parlavo sopra è una specie di Faux Sarong: in pratica, i drappeggi sono simulati da una fusciacca cucita sul fianco.

Come ho già detto: il modello è super basic e adatto anche ad un principiante. La differenza la possono fare i dettagli: io ho rifinito tutte le cuciture con uno sbieco di raso perché mi sono sentita in colpa, visto che volevo indossare questa gonna alla laurea di mia sorella e a un battesimo: ci tenevo che, anche se semplice, fosse comunque un capo curato.

Visto che l’ultimo vestito che ho fatto dal libro di Gertie è stato tanto bellino quanto PRATICAMENTE IMPOSSIBILE da indossare (ho scelto la mia “solita” taglia per poi scoprire -surprise!- che, avendo messo su qualche chilo, la mia taglia non è più la mia “solita” taglia), ho controllato la size chart in maniera meticolosa e… effettivamente, seguendo i numeri, esce pure una roba che puoi mettere. Che robe rivoluzionarie, eh!

La stoffa veniva da… bho. Forse l’aveva data a mia madre la mamma del mio ex fidanzato (grazie, Santi!): a me faceva molto Versace e me la sono accaparrata.

Il libro del giorno

Non vedevo l’ora che arrivasse in biblioteca “A proposito di libri: come nascono e diventano questi oggetti di carta dove leggiamo storie, idee e mondi interi” della collana “Cose spiegate bene” de Il Post con Iperborea.

Se vi sembra una roba da nerd ok, c’avete ragione.

MA è un volume interessante per inquadrare cosa sono i libri e perché sono fatti proprio così; perché li facciamo così in Italia e perché -magari- all’estero sono un pochino differenti… insomma, per capire qualcosa in più su un’industria che fatichiamo a percepire come un’industria e che -anche per questo- si tira dietro tante contraddizioni e storture ma anche tanto romanticismo: quella editoriale.

Il pezzo del giorno

Guarda qui ci sono tutti i miei punti deboliGuardami mi lascio dietro degli spazi bianchi.

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