CREAZIONI - donna

Fa molto caldo, quindi parlo di una felpa fatta a mano (con i cartamodelli di Named Clothing)

Faceva caldo anche quando sono andata con M. nel bosco a fare queste foto, eh. Ma, effettivamente, l’estate sembra esplosa di colpo.

Un po’ come nell’anno della mia maturità, che io ricordo -oltre che per il compito di matematica- anche per il vetro della mia camera, incrinatosi a causa del troppo sole.

 

Fa paura? Sì, parecchio.

Internazionale ha dedicato alla siccità del 2022 l’editoriale de L’Essenziale che evidenzia come, numeri alla mano, non si possa parlare di emergenza o di un evento eccezionale ma di una situazione ormai endemica e ordinaria.

 

Se devo essere sincera, negli ultimi mesi la riflessione sulla produzione consapevole*** ha cambiato un po’ anche il mio modo di cucire: compro meno stoffe (quasi zero), riutilizzo tutto quello che mi viene regalato, realizzo meno capi e solo se credo li userò per lungo tempo.

In pratica, faccio meno abiti eleganti e più vestiti da tutti i giorni, magari stando maggiormente attenta ai dettagli.

 

Ed eccoci a questa felpa, fatta con un bel cartamodello tratto dall’ultimo libro di Named Clothing, di cui avevo parlato anche qui.

 

 

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*** (Prima ancora di “riusa, riduci, ricicla” c’è il modo migliore per non sprecare energia, ovvero: non usarla se non ti serve davvero. Poi, tutti usiamo energia a buffo e, del resto, non possiamo sospendere ogni attività “poco utile” perché l’uomo vive delle cose non necessarie. Ma provo a limitarmi. A pensare e POI fare. Che, per come sono fatta io, è già un grande passo.)

La costruzione

Supah easy ma con brio, questa Eloisa Sweater.

 

Avevo già detto che i cartamodelli di Named sono logici e minimali: no fronzoli/ sì praticità, in puro stile nordico.
Questa felpina rimane fedele alla linea: con l’eccezione di quella del busto (valorizzato da una cucitura un po’ furbetta dal solo scopo ornamentale), la linea del capo è geometrica e la spalla scesa conferisce un po’ di fascino eighties gigione.

 

Insomma: un modello che si taglia e cuce in tre ore mi fa sempre felice. Bravone le girrls di Named  e viva #EloisaPattern.

(Se volete altre foto e qualcuno che parla di più e meglio del modello, c’è Lei. Tra l’altro, ha fatto il bomberino Kulaas in rosa cipria e mi ha creato un bisogno)

 

Il libro del giorno

Con “Niente di vero“, Veronica Raimo c’ha vinto lo Strega.

Il che, in Italia, è come dire che hai venduto tanto ma non necessariamente che hai scritto un libro bello. Infatti, quello della Raimo non è un libro bello.

Però è un libro divertente, veloce, brillante.

E’ un libro che vorresti leggere a voce alta e da cui vorresti rubare frasi.

E’ un libro buffo come i racconti della famiglia che ingabbia tra le pagine, che sono stanze sempre più piccole che contengono pensieri sempre più definiti.

 

Mi è piaciuto? Sì. Se dovessi decidere cosa leggere in estate mentre sto tirando insieme delle cose di lavoro complicate e ansiogene -ecco: per me sempre un libro così, grazie.

 

Il pezzo del giorno.

I wanna tear through the night like an angel flare

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