CREAZIONI - donna

Di regali di Natale, di camicette e dell’estate – una specie di recensione

A Natale, i genitori di M. mi hanno regalato due libri di cucito a cui facevo il filo da un po’.

Quello di Gertie, da cui ho realizzato il vestito in velluto color petrolio, e l’ultimo di Named Clothing.

Se con le taglie di Gertie ho avuto un po’ di problemi (ma non è colpa di Gertie: è colpa mia che fatico ad accettare questi 5 kg messi su nnegli ultimi due anni…), Named è stata una gran soddisfazione in entrambi i capi che ho cucito: morbidi, essenziali, con tagli divertenti “Designed for the fashion-conscious“, citando la quarta di copertina del volume.

 

Quindi, ecco la mia pseudo-recensione del secondo cartamodello che ho realizzato (senza nessuna logica, ne parlo per primo ma vabbè: mica volevate anche una consecutio ragionevole, dai).

 

Il cartamodello

‘nzomma, la parte in cui per davero, parlo del libro e di come si fanno le robe che ci sono disegnate.

Credo sia la prima volta in vita mia che uso un Titolo3. È evidente che c’è sempre una prima volta.

 

Comunque, questa camicetta è il modello Luova blouse e qui comincio a raccontare qualcosa del libro.

I pattern di cui è composto, di base, sono 7 ma ognuno è declinato (corto, lungo, scollato, a lupetto, maniche, camicia, vestito….) in modo da avere una pletora di varianti possibili. Giusto per capirci, stiamo parlando di:

  • Sorja: top, dress, wrap dress and wrap skirt;
  • Eloisa: tunic, sweater, circle skirt dress and mermaid skirt dress;
  • Luova: blouse, dress and tunic;
  • Heleä: pencil dress, peplum top and mermaid dress;
  • Varma: trousers, shorts and jumpsuit;
  • Kuulas: bomber jacket and blazer;
  • Jalo: bag (indossabile in due modi)

 

Il libro è diviso in tre parti: una che spiega i fondamentali del cucito e costruisce i prerequisiti necessari per realizzare i cartamodelli, una che illustra i cartamodelli e e spiega la realizzazione ed, infine, i cartamodelli veri e propri (realizzati in formato A0, in carta più leggera e posti una tasca nella terza di copertina).

 

Comunque, la camicetta Luova mi è piaciuta subito per il suo collo origami e lo stile molto nordico: dritta, estiva…. Avevo questo pezzo di misto seta vagamente vaporwave, ci ho messo dei bottoni in metallo dorato un po’ Versace-de-noartri e… sbeng! LA AMOH.

 

Il libro del giorno.

In vacanza, tra le altre cose, ho letto:”Quando abbiamo smesso di capire il mondo” di Benjamín Labatut.

 

Long story short: bello…. MA.

Sono appassionata di libri che raccontano la scienza. Mi piace capire il contesto delle scoperte e delle idee (visto che spesso non sonso in grado di capire le scoperte e le idee…).

Questo volume, però, è anche un interessante esperimento letterario: 4 racconti a “grado di veridicità calante” che ruotano attorno a una manciata di idee. In primis, lo suggerisce il titolo, quella che il mondo in cui viviamo sia un ignoto e che, ogni volta che ci addentriamo nel tentativo di scoprirlo più in profondo, ci confrontiamo con il nostro non sapere.

 

Dunque, il sopraccitato “ma” arriva adesso: buono l’esercizio di stile, fantastico il tema, eccelsi tutti… MAAAA, gli ultimi due racconti -quello “abbastanza falso” e quello “falso del tutto”, non mi sono piaciuti moltissimo.

Adoro Borges e le finzioni matematiche di Calvino che, suppongo, siano state parte dell’ispirazione di questo progetto però trovo che Labatut aabbia dato il meglio nella prima parte del testo.

E pazienza: sono i miei 2 cents, nessuna pretesa che l’opinione sia universale.

 

Il pezzo del giorno.

There are too many things I just don’t get

ma che i Dirk. spaccano, lo so bbeneh.

 

[ROADROCK, we’re coming]

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