CREAZIONI - donna

Cucire una gonna da un vecchio cuscino: quando il riciclo incontra la sartoria

Ups, i did it again.

Both vestirmi di cuscini e bruciare i bianchi in una foto.

Sono una ragazza poliedrica.

Tra i miei talenti, come sapete, c’è quello di accettare con grazia i regali della mamma di M: infatti, questo tessuto fa sempre parte del famoso cuscino che ho utilizzato anche per realizzare il top di cui ho parlato qualche settimana fa.

Del resto, dei ricami così belli non potevano finire certo in un armadio a prendere polvere! Anche se -con tutta probabilità- ho stravolto le idee di chi li aveva realizzati, a mio modo ho cercato di valorizzarli.

La costruzione

Già vi ho raccontato di come abbia deciso di “smontare” il cuscino pezzo per pezzo per poter recuperare tutto il bordo, il ricamo centrale e la maggior parte della stoffa.

Dopo aver cucito i due top, mi ritrovavo comunque con un bel po’ di materiale: che farne?

L’idea di un completo “bon ton romantico” ma pure frizzantino, con i cut-out in pizzo etc mi è parsa… logica!

L’unico “steccato” mentale che mi sono messa era proprio quello di riutilizzare tutto il materiale, senza avanzi (non si vede bene ma ho inserito anche la bottoniera che era presente nel retro del cuscino!) e senza troppe aggiunte (giusto la cerniera e qualche decina di centimetri di un bordino macramè beige già in mio possesso).

Ho scelto un classico modello A-line: secondo me, quando vuoi valorizzare il tessuto, andare di geometrie dritte e semplici è l’idea migliore!

Il libro del giorno.

Amo molto i libri di Rebecca Dautremer.

Li amo da quando (bho, nel 2005?) me la fece conoscere un mio collega del museo di Arte Contemporanea di Bergamo. Uno sguardo a Cyrano e… BAM!

Nel 2020 Bompiani ha pubblicato la sua edizione illustrata di “Uomini e topi“, con traduzione di Michele Mari (siamo tutti d’accordo: hanno proprio voluto sbattere i pugni sul tavolo e fare una roba su cui non si poteva che sbavare).

Per qualche motivo, in biblioteca si trova catalogato con i fumetti ma polemizzo perché secondo me è fuorviante: si tratta proprio di un romanzo illustrato. Ne scrive in modo approfondito Fumettologica, che si addentra anche nella ricerca di riferimenti visivi e ispirazioni, nella descrizione di tratti e stile, nel tentativo di tracciare una rotta all’interno del corpus dell’autrice.

In ogni caso, per chiuderla in breve: è un libro che, davvero, lascia a bocca aperta.

Il pezzo del giorno.

Secondo me, con Dautremer, i New Order ci stanno bene.

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